
Oggi vi offro una guida semiseria riguardo la doccia.
Walk in o no?
Doccia walk-in: bella, comoda… ma attenzione alle sorprese
La doccia walk-in è l’arredamento da bagno che più di tutti divide il mondo: c’è chi la vede come l’apice del design moderno e chi invece pensa “sì, bella… ma poi chi lava il pavimento pieno di schizzi?”.
Spoiler: hanno ragione entrambi.
Se stai ristrutturando il bagno e ci stai facendo un pensierino, eccoti la guida definitiva in salsa Sirio: chiara, pratica e con un pizzico di ironia (che non guasta mai).
Cos’è una doccia walk-in?
Immagina la doccia… ma senza il solito box chiuso. Una parete in vetro elegante delimita il piatto doccia, mentre l’accesso rimane libero e senza barriere.
Un po’ come entrare sul tappeto rosso di Cannes: niente porte da spingere, niente binari che cigolano.
Le configurazioni più comuni sono due:
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Angolare → un lato aperto, uno con il vetro.
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In nicchia → incassata tra due pareti, bella pulita e lineare.
Esistono anche versioni “passanti” o con doppio ingresso, ma lì entriamo in modalità bagno da rivista.
I 4 motivi per cui piace a tutti (o quasi)
1. Estetica da copertina
Minimal, elegante, scenografica. La walk-in è la regina dei bagni moderni: vetro trasparente = bagno più luminoso e arioso. Vetri fumé o bronzo? Atmosfera luxury ma un po’ meno luce.
2. Accessibilità top
Niente scalini, niente ostacoli. Perfetta per anziani, bambini o chi vuole una doccia “a filo pavimento” in stile spa. La normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche ringrazia.
3. Pulizia easy
Meno componenti, meno fessure, meno scleri quando devi pulire. Un panno e via.
4. Niente parti mobili = meno rotture
Addio porte che si bloccano o rotelle che saltano. La struttura è più semplice, quindi dura di più.
Gli svantaggi (perché non tutto è Instagrammabile)
1. Schizzi d’acqua
La walk-in non ha la barriera totale del box, quindi qualche goccia sul pavimento è possibile.
💦
Pro tip di Sirio: scegli un piatto lungo almeno 140/150 cm e posiziona il soffione nel punto giusto. Ah, e metti un bel tappetino assorbente: fidati, ti salva.
2.Sensazione di freddo
Con meno chiusure, il calore “scappa” più facilmente. 🥶
Non è un problema per tutti, ma se sei freddoloso valuta un termoarredo vicino (o dentro) la doccia.
3. Serve spazio
Dimentica i piatti 70×70 cm: una walk-in richiede dimensioni generose. In bagni piccoli rischi di sacrificare la funzionalità per l’estetica.
Vetro & dettagli
Le pareti sono in vetro temperato (sicuro e resistente), con spessori da 6 a 12 mm. Più grande è la doccia, più spesso dev’essere il vetro.
E se vuoi un tocco in più, pensa a una seduta interna: comodità pura, specie se realizzata in muratura o con sedile reclinabile.
Quanto costa una walk-in?
Si parte da circa 200 € per la parete in vetro (senza piatto e installazione). Il prezzo sale in base a dimensioni, spessore, design e marchio. Non è la scelta più economica, ma l’effetto finale… beh, ti fa dimenticare il box doccia anni ’90 di casa della nonna.
Walk-in: sì o no? Il verdetto di Sirio
✅ Vuoi un bagno moderno, luminoso e senza barriere? Assolutamente sì.
⚠️ Hai un bagno mignon o odi il pavimento bagnato? Meglio pensarci due volte.
La walk-in è un piccolo lusso che vale la pena considerare… ma va progettata con criterio. 😏
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Perché il bagno deve essere bello, comodo e soprattutto… asciutto. 🚿
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Piacere, Sirio!
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